La mia testimonianza Gloria Ricossa

La mia esperienza alla Scuola Biblica

Sono credente da quando avevo 9 anni, anche se alcune realtà della fede cristiana le ho capite solo più tardi e sono cresciuta tra chiesa, campeggi, conferenze cristiane, ecc ecc, ma non avrei mai pensato che, arrivata a questo punto il Signore mi avrebbe portata qui, alla North Cotes College di NTM ( New Tribes Mission) in Inghilterra. Se guardo indietro però posso vedere come Dio mi ha guidato fino a questo punto ed è bellissimo vedere come Lui si sia preso cura di ogni dettaglio!

All’inizio la ragione che mi ha spinto a venire qui era la possibilità di prendere un anno e dedicarlo allo studio della Bibbia, perché volevo davvero riuscire a studiare la Parola di Dio in modo più approfondito, conoscere di più Dio, per poter crescere diventando più simile a Lui e al Suo carattere e anche per poter rispondere alle domande che i compagni di scuola o altre persone non credenti mi facevano, per adottare un metodo per poter testimoniare del Signore alle persone, visto che fino a quel punto avevo sinceramente molte difficoltà. Questo era il mio desiderio iniziale e quello che avevo chiesto al Signore, ma come sappiamo Lui “può fare infinitamente di più di quello che domandiamo o pensiamo” e in quest’anno ha iniziato un vero e proprio lavoro di trasformazione nella mia vita! Non solo questo, ma mi ha aperto gli occhi su cose che davo per scontate o pensavo di aver capito e, se prima cercavo in tutti i modi di essere una buona cristiana, di essere disciplinata nella lettura e nella preghiera, ora è bellissimo per me giusto poter godere della comunione che ho con Lui e della libertà che ho come cristiana ed ho tanta gioia per questo J.

Ma non è finita qui. È bellissimo vedere come il Signore lavora in noi sempre in modo diverso da come ci aspettiamo e ci fa considerare cose che noi non avremmo assolutamente mai pensato di considerare! A questo proposito devo dire che Lui ha messo nel mio cuore un altro desiderio: quello di servirLo, magari a tempo pieno nel “lavoro” missionario. Ho sempre visto i missionari come “supereroi” che avevano talmente tanto coraggio da lasciare tutto, le comodità, la casa, i parenti e gli amici per andare in qualche parte sperduta della terra a portare il Vangelo e ho sempre pensato che fossero persone che avessero ricevuto una particolare chiamata dal Signore per poterlo fare. Ma la realtà è ben diversa! Mi sono resa conto che quella famosa “chiamata” era già stata fatta circa 2000 anni fa a tutti i credenti: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura” e tramite la Sua Parola e le varie testimonianze dei missionari che abbiamo conosciuto, ho realizzato che siamo tutti missionari, dovunque ci troviamo. E soprattutto che non è necessario essere “particolari” o “speciali” o “migliori” per andare magari dall’altra parte del mondo a portare il vangelo perché noi siamo solo strumenti nelle Sue mani, è il Suo lavoro ed è lui che ci da la capacità di portarlo a termine se siamo aperti a farlo: non si tratta delle nostre capacità personali! Sono stata davvero incoraggiata a servirlo in questo modo, anche perché, se penso che è minima la percentuale di coloro che decidono di andare dove il Vangelo non esiste neanche, se penso a quanto sia importante che le persone possano leggere la Parola di Dio nella loro lingua madre (come noi possiamo fare così facilmente), se penso che ci sono tribù che vivono costantemente nella paura e nel buio più totale e che molti di loro che hanno sentito parlare dei missionari e della “Buona Notizia” che questi stanno portando, hanno esplicitamente richiesto che qualcuno possa andare anche da loro per portare lo stesso messaggio, ma non c’è nessuno che va perché i missionari non sono abbastanza, se penso che il tempo su questa terra sta per finire e che il tempo per raggiungere queste persone è poco…se penso a tutte queste cose mi chiedo: cosa sto facendo ancora qui? Io voglio dare la mia vita per il lavoro del Signore!

Non so ancora cosa il Signore abbia per me nel futuro, ma so che Lui ha preparato un piano e che, anche se non sarà sempre facile seguirlo, questo è quello che voglio fare.

Per concludere, vorrei dire a tutti quelli che stanno pensando al proprio futuro, di magari permettere al Signore di incoraggiarvi in questo servizio, perché questa era la Sua ultima grande volontà prima di ritornare dal Padre e noi sappiamo che Lui ha a cuore tutte le persone di ogni razza, etnia, lingua e religione e se noi nel nostro piccolo prendiamo parte a questo grande progetto, la nostra ricompensa è nel cielo.

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